Responsabilità degli enti

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Sequestro preventivo, natura obbligatoria della confisca ex art. 19 d. lgs. 231/2001, procedura fallimentare a carico dell’ente e tutela dei creditori in buona fede. Legittimazione ad agire del curatore.

La sentenza in commento affronta il delicato problema del rapporto tra i sequestri penali e la procedura fallimentare. A causa di un perdurante silenzio del legislatore, la Cassazione – a più di dieci anni dalla precedente sentenza pilota “ Focarelli ” del 2004 – torna sul problematico equilibrio tra gli istituti, poiché, se da un lato il sequestro penale è espressione della pretesa punitiva dello Stato, dall’altro lato vengono in rilievo interessi di altissimo rango, quali le garanzie dei creditori del fallito, che trovano inevitabile pregiudizio a fronte della misura ablativa statuale che, a seconda dei casi, finisce per privare una parte, o addirittura la totalità, della massa attiva fallimentare.

Rigetto di applicazione della misura cautelare dell’interdizione dall’esercizio dell’attività (art. 47, decreto legislativo n. 231 del 2001)

Con l’ordinanza in commento il Tribunale del Riesame di Firenze rigetta le richieste di applicazione delle misure interdittive nei confronti delle società I., N. e V. a fronte dell’insussistenza delle esigenze cautelari, difettando – fra l’altro – la ricorrenza di fondati e specifici elementi che facciano ritenere concreto il pericolo che vengano commessi illeciti della stessa indole di quello per cui si procede, alla luce dello stato organizzativo dell’ente.